Le webmail pt. 7 – AOL Mail

aprile 14, 2009
AOL Mail, la webmail gratuita di AOL

AOL Mail, la webmail gratuita di AOL

AOL Mail è il servizio di posta elettronica gratuita online di AOL (America On Line). Creato nel marzo del 2004, è stato sviluppato dalla stessa AOL. L’ultima modifica, che ha aggiunto nuove funzionalità e nuovi colori, risale al 5 dicembre del 2008.

Le caratteristiche di questa webmail gratis sono: capacità illimitata, 16 Mb per gli allegati, antivirus e antispam integrati, correzione automatica del testo delle e-mail, possibilità di vedere la lista degli amici collegati ad AOL Messenger.

AOL Mail è certamente una delle migliori alternative – a mio avviso allo stesso livello di EmailClick, tranne che per il sistema di instant messaging, assente in quest’ultima – alle più usate Gmail, Hotmail e Yahoo. L’interfaccia è intuitiva, la grafica è pulita e, soprattutto, è veloce, non s’inceppa ed è facile da usare.

Riassumendo, ecco i dati di AOL Mail:

  • Spazio di archiviazione illimitato
  • Protezione antispam e antivirus
  • 16 Mb per gli allegati
  • Liste degli amici online in AOL Messenger sempre visualizzabile
  • Possibilità di utilizzo di POP3 e IMAP

Link: email.aol.it


Le webmail pt. 6 – Tiscali

aprile 10, 2009
Tiscali Mail, la webmail di Tiscali

Tiscali Mail, la webmail di Tiscali

Eccoci giunti al sesto capitolo del nostro viaggio nel mondo delle webmail. In questo post andremo a esaminare l’offerta di Tiscali, la società sarda di telecomunicazioni. Anche Tiscali offre un proprio servizio di webmail gratuita. Le caratteristiche della casella sono presto riassumibili: 10 Gb di spazio di archiviazione, invio di allegati di grandissime dimensioni: fino a 2 Gb, antispam gratuito, invio di sms gratuiti via web, invio e ricezione di fax.

Se i dati relativi alla casella stanno in una riga, occuperà decisamente più spazio la descrizione delle magagne. Sì, perché nell’arco dei suoi 11 anni di vita il servizio e-mail di Tiscali ha evidenziato diversi difetti. Era il maggio del 2001 quando il giornale online Punto Informatico informava che la webmail dell’azienda sarda presentava una vulnerabilità che metteva a rischio la privacy degli utenti.

Oltre a ciò, molti utenti sul Web lamentano che la nuova interfaccia con cui la webmail di Tiscali si è rimessa a nuovo è lenta, facile a “impallarsi” e per niente comoda. Per di più, pare che con le versione di Internet Explorer più vecchie abbia qualche problema di visualizzazione, senza contare che, poi, la sessione scade dopo pochi minuti, costringendo gli utenti a ricollegarsi per terminare il proprio lavoro.

Nonostante il grande spazio di archiviazione, tra i maggiori nel panorama delle webmail oggigiorno, Tiscali non rappresenta certamente una scelta di preferenza. Gmail rimane lontano anni luce, ma sono decisamente migliori anche Libero Mail e perfino una new entry come EmailClick.

Riassumiamo qui i dati di Tiscali Mail:

  • 10 GB di spazio
  • Invio di maxi allegati fino a 2 GB
  • Antispam gratuito
  • SMS da web
  • Invio e ricezione Fax

Link: http://mail.tiscali.it


Fenomeno aste al ribasso

aprile 8, 2009

Aste al ribasso, il nuovo fenomeno

Aste al ribasso, il nuovo fenomeno

Se bazzicate la Rete, sicuramente avrete sentito parlare di aste al ribasso. Se non vi è capitato, vi spiego di che cosa si tratta. In Internet, per asta al ribasso si intende un tipo di vendita all’incanto in cui si aggiudica il bene chi ha effettuato l’offerta più bassa e unica. Questo significa che chi vince il bene è stato l’unico a offrire la somma più bassa. Qualche esempio: se due persone offrono 1 centesimo, tre 2 centesimi e una sola 5 centesimi, vince quest’ultima persona.

Ora, il fenomeno delle aste al ribasso online in Italia è piuttosto giovane: databile all’incirca alla fine del 2007.  Da questa data approssimativa, sono sorte decine e decine di siti di lowest unique bid auctions (questo è il termine tecnico in inglese) che permettono di comprare a prezzo bassissimo (spesso, appunto, pochi centesimi) prodotti come console, cellulari, macchine fotografiche, pc portatili e persino automobili e orologi di lusso. Tra i siti più visitati vi sono Youbid.it, Bidplaza.it e AsteClick.com.

Le aste al ribasso hanno suscitato più volte la curiosità della stampa nazionale durante questo anno e mezzo di vita. Tanto che La Stampa, il quotidiano di Torino, è tornata più volte sull’argomento, che non è stato trascurato neanche da Repubblica e dal Corriere della Sera. I toni, c’è da dirlo, non sono sempre stati lusinghieri. Qua e là si parla di truffe, raggiri. I timori, da un certo lato, non sono del tutto infondati. Molti dei siti nati sulla scia dei tre colossi di cui sopra sono gestiti in maniera dilettantesca, quando non truffaldina.

C’è poi chi sospetta che il meccanismo delle aste al ribasso celi in realtà un nuovo tipo di gioco d’azzardo. E che pertanto la legge dovrebbe intervenire. Al momento da Roma nessuno batte un colpo, mentre chi si getta in questa impresa sta facendo grossi affari, per cui, come si dice, “ubi nummus loquitur, lex omnis tacet“. Certo, che gli entusiasmi per una simile iniziativa vadano calmati è naturale. Per vincere ci sono dei metodi precisi, l’ingenuo giocatore occasionale è destinato a rimanere deluso.

Ora, qualcuno però chiederà come sia possibile che il business regga e, anzi, proliferi, vendendo beni a prezzi così irrisori… Bene, il trucco c’è: per ogni offerta l’utente deve versare uno o due euro a seconda del fornitore del servizio. Se si moltiplicano questi soldi per centinaia di puntate, ecco che il costo del prodotto viene rapidamente coperto. Ed ecco anche spiegato il motivo per cui fra i siti si ingaggi spesso una guerra senza quartiere, con tanto di colpi bassi.

Un esempio? È recente la notizia dell’attivazione di due siti concorrenti che si ispirano – per usare un eufemismo – al gigante AsteClick.com. Si tratta di AsteClock.com e Asteclic.eu. Non solo i plagiatori hanno scopiazzato maldestramente l’indirizzo dell’originale, ma hanno anche imitato senza pudore la grafica e lo slogan (“compra chi offre meno“). Giudicate voi stessi facendo un giro nei due siti predetti. Oltre alla perdita d’immagine per AsteClick.com, ci potrebbe essere il rischio di truffa per gli utenti.

Una regola che personalmente mi sento di darvi nel caso in cui vogliate tentare questo modo diverso di fare acquisti (diciamo così) è quella di fiondarvi in fondo alla pagina del sito di aste al ribasso che avete scelto e vedere se compare la sezione “Chi siamo“. Qui dovreste trovare le informazioni riguardanti la società che offre il servizio. Benché l’assenza di questa sezione non implichi di certo un qualche intento truffaldino da parte della società, è certamente più “user-friendly” avere la possibilità di reperire le informazioni su chi vi permette di puntare e, se siete abili (e fortunati), di vincere.


Le webmail pt. 5 – Libero

aprile 8, 2009

Libero Mail, la webmail gratuita di Libero

Libero Mail, la webmail gratuita di Libero

Dopo una pausa, riprendiamo il nostro viaggio nel mondo delle webmail. Ci occupiamo stavolta del servizio di posta elettronica gratuita online di Libero, Libero Mail.

La storia del portale Libero affonda le proprie radici nel lontano 1994, quando partì la sua avventura sul Web con il nome di Italia On Line. Tra i servizi che allora offriva questo portale forse qualcuno di voi ricorda il tentativo, poco felice, di creare nel 1996 un motore di ricerca per i contenuti italiani, Arianna. L’anno dopo il gruppo Wind-Infostrada acquistò Italia On Line, dandole successivamente il nome di Libero.

Libero offre, fra le varie cose (il portale è noto più per il servizio ADSL che per le altre funzionalità), una casella di posta elettronica gratuita. Ecco le caratteristiche: 1 Gb di spazio di archiviazione; 2 Gb per gli allegati; antivirus e anti-spam integrati; nuova interfaccia full screen.

È della fine del mese scorso la notizia che il gigante delle telecomunicazioni Wind, proprietario del portale Libero, ha rimesso a nuovo la casella di posta elettronica. Tra le funzionalità della nuova casella ci sono «il completamento automatico dei campi dei destinatari, la ricezione istantanea dei nuovi messaggi grazie a un aggiornamento in tempo reale della webmail (senza effettuare il refresh del browser), la possibilità di personalizzare il layout attraverso le barre di trascinamento, il drag-and–drop [clicca e trascina, NdR] dei messaggi, contatti e altro ancora, e i menu contestuali (attivabili tramite il tasto destro del mouse)» [fonte: La Repubblica].

Non sono in possesso dei dati degli utenti registrati per Libero, tuttavia credo si possa affermare che non sia certo fra le prime. Prima del restyling operato il 30 marzo scorso, la casella era piuttosto lenta nella ricezione dei messaggi e nel caricamento delle nuove mail da scrivere. Personalmente, ho registrato una casella di posta su Libero soltanto per avere una casella di posta in più, ben sapendo però di non dovermi aspettare elevate prestazioni alla Gmail. C’è da dire però che con le nuove modifiche, oltre a una grafica più piacevole, è migliorata la velocità di ricezione. E non è poco.

Riassumiamo i dati di Libero:

  • 1 Gb di spazio di archiviazione
  • 2 Gb per gli allegati
  • Antivirus e anti-spam integrati
  • Nuova interfaccia full-screen
  • Nuove funzionalità come il completamento automatico dei campi dei destinatari, ricezione istatanea dei nuovi messaggi, drag-and-drop degli oggetti, ecc.

Link: liberomail.libero.it


Le webmail pt. 4 – EmailClick

marzo 24, 2009
EmailClick, il servizio di e-mail gratuita di BeWebCom

EmailClick, il servizio di e-mail gratuita di BeWebCom

Continua il nostro viaggio nel mondo delle webmail gratuite. Questa volta, dopo i tre colossi che si dividono il grosso del mercato, tocca a un servizio di posta elettronica che ha poche settimane di vita. Si tratta di EmailClick, e-mail gratis fornita da BeWebCom. Certo, fare concorrenza a giganti come Hotmail, Gmail e Yahoo è una vera e propria impresa. EmailClick però ha tutte le carte in regola per ritargliarsi una fetta di mercato.

Andiamo a vedere le caratteristiche. La prima cosa che balza all’occhio visitando il sito è la sua grafica estremamente pulita e semplice. Nella homepage è presente il box di ricerca di Google, cosa che rende la pagina iniziale particolarmente comoda. Una volta effettuato il login, infatti, nell’homepage si possono vedere gli ultimi messaggi ricevuti proprio accanto alla casella di Google.

Il sito è strutturato in maniera semplice ed intuitiva. È ricco di sezioni molto dettagliate e comprende anche un parte in cui si danno consigli su come difendersi dalle minacce della Rete.

La casella di posta è molto semplice da usare. C’è la possibilità, come negli altri più quotati fornitori di posta elettronica, di creare filtri e cartelle per organizzare la posta e di eliminare direttamente i messaggi con un certo contenuto o provenienti da un determinato mittente.

Sulla Gmail poi è possibile scaricare gratuitamente EmailClick Notifier, un piccolo programma che, come Gmail Notifier, si installa sul desktop e permette di vedere se è arrivato un nuovo messaggio senza dover aprire il browser internet.

Ecco EmailClick in breve:

  • Spazio di archiviazione illimitato
  • Anti-spam e antivirus integrati
  • Creazione di filtri per organizzare la posta
  • Possibilità di vedere se sono arrivati nuovi messaggi senza aprire il browser grazie a EmailClick Notifier

Link: www.emailclick.com


Le webmail pt. 3 – Hotmail

marzo 23, 2009

Hotmail, o Windows Live Mail, il servizio di e-mail gratuita di Microsoft

Hotmail, o Windows Live Mail, il servizio di e-mail gratuita di Microsoft

Hotmail, conosciuto attualmente anche come Windows Live Mail, è il servizio di posta elettronica di Microsoft. La storia di Hotmail non è però legata soltanto al colosso di Redmond. Nacque infatti ad opera di Jack Smith e Sabeer Bhatia nel luglio del 1996 e fu uno dei primi servizi di webmail gratuita.

Microsoft, in cerca di un proprio servizio e-mail, lo acquistò nel 1997 per la ingente cifra di 400 milioni di dollari. L’azienda statunitense lo rinominò “MSN Hotmail“. La versione odierna, dalla grafica accattivante, fu annunciata nel 2005 e venne resa disponibile al pubblico nel 2007.

Le caratteristiche sono molteplici. Si va dalla possibilità di navigare all’interno della casella usando soltanto la tastiera, alla ricerca interna avanzata, passando per la correzione automatica mentre si digitano i messaggi (come su Word Office), all’integrazione con Windows Live Messenger per vedere se i propri contatti sono online e chattare con loro.

Sono circa 270 milioni gli utenti che usufruiscono di Hotmail, che offre attualmente uno spazio di archiviazione di 5 Gb. È disponibile in 35 lingue differenti.

Ecco in breve le caratteristiche principali di Hotmail, il servizio di posta elettronica gratuita di Microsoft:

  • Ricerca interna avanzata
  • 5 Gb di spazio di archiviazione
  • Integrazione con gli altri servizi Windows Live, come Windows Live Messenger
  • Correzione automatica dei messaggi

Link: www.hotmail.com


Le webmail pt. 2 – Gmail

marzo 23, 2009
Gmail, il servizio di e-mail gratuita di Google

Gmail, il servizio di e-mail gratuita di Google

Sono passati quasi cinque anni da quando Google, il colosso californiano famoso per il motore di ricerca più usato al mondo, lanciò Gmail. Il 7 febbraio del 2004 venne pubblicizzata l’uscita del servizio di e-mail gratuita. All’epoca la versione era sperimentale, cioè “Beta”, e, per poter usufruire del servizio, era necessario essere stati invitati da un altro utente. Il 7 febbraio 2007, divenne disponibile per tutti, senza invito.

Gmail, che per il Regno Unito, l’Austria e la Germania assunse il nome di Google Mail, offrì inizialmente uno spazio di archiviazione notevole per  quegli anni: 1 Gb. Attualmente, la capacità per la versione gratuita si attesta sui 7,3 Gb. L’azienda americana ha assicurato che la capienza aumenterà costantemente.

L’interfaccia di Gmail è unica nel mondo delle webmail gratuite. Le ragioni sono molteplici. In particolare, a decretare il successo dell’aspetto della casella di posta elettronica di Google sono le sue caratteristiche che facilitano la ricerca interna e la possibilità di raggruppare le e-mail mostrando le “conversazioni” come se si trattasse di un forum.

Riassumendo, le caratteristiche principali del servizio sono:

  • Ricerca interna semplice e intuitiva
  • Vista dei messaggi sul modello della conversione su forum
  • 7 Gb di spazio di archiviazione
  • Filtri anti-spam e possibilità di contrassegnare la posta in arrivo
  • Chat integrata, per conversare con i tuoi contatti

Link: mail.google.com


Le webmail pt. 1 – Yahoo! Mail

marzo 13, 2009
Yahoo! Mail, la webmail gratuita di Yahoo!

Yahoo! Mail, la webmail gratuita di Yahoo!

Tra i servizi di webmail gratuita più usati al mondo figura Yahoo Mail!. Sono suppergiù 260 milioni, infatti, gli utenti che usufruiscono della casella di posta elettronica messa a disposizione dal colosso di Sunnyvale. Sbalorditiva è la capienza del server: 67 petabyte, pari a 67 milioni di miliardi di byte. Quello di Yahoo! fu tra i primi servizi di e-mail gratuita ad apparire sul Web.

La storia di Yahoo! Mail risale al 1996. In quel periodo vi fu una crescita degli utenti di Internet, e l’e-mail divenne fondamentale per qualsiasi impresa che lavorasse in Rete. Anche perché ci si rese conto che la casella di posta elettronica portava visite regolari – e, quindi, quattrini – verso il proprio sito. Così, i vertici dell’azienda statunitense decisero di dotarsi di un proprio servizio di posta elettronica.

Partì così la caccia al fornitore del servizio. Hotmail e Mirabilis - creatore del programma di messaggistica istantanea ICQ - erano allora alla ricerca di un acquirente. Yahoo! si fece avanti, ma rinunciò dopo aver sentito la richiesta economica delle due società, troppo alte per le sue finanze di allora. Di fronte all’abbandono di Yahoo!, si fecero avanti Microsoft che si aggiudicò per 400 milioni di dollari Hotmail e AOL che rilevò invece Mirabilis per 288 milioni.

Yahoo! allora, nell’ottobre del 1997, acquistò per 96 milioni di dollari Four 11, ditta produttrice della casella Rocketmail. Nello stesso anno fu lanciata Yahoo! Mail. Il passaggio degli utenti di Rocketmail verso la casella di posta della nuova proprietà non fu privo di disguidi. Tant’è vero che Yahoo! fu costretta a pubblicare una guida per fornire assistenza gli utenti della nuova e-mail.

Nel novembre del 2002 fu presentato Yahoo! Mail Plus, servizio e-mail a pagamento. 25 Mb di spazio, limite di 10 Mb per allegato, possibilità di mandare e-mail con indirizzi di altri domini ed eliminazione della scadenza dell’account erano fra le caratteristiche principali. La svolta si ebbe però il 1° aprile del 2004, allorché anche il gigante Google volle entrare nell’affollato mercato delle webmail.

In quella data nacque infatti Gmail, destinato a diventare in poco tempo uno dei colossi della posta elettronica. Tra le caratteristiche del servizio di Google c’era la capienza – notevole allora – di 1 Gb. Gmail, però, non entrò subito fra i più grandi fornitori, visto che la formula dell’accesso era sì gratuita, ma ad inviti. Tanto bastò però per smuovere le acque e costringere i provider maggiori, Hotmail, AOL, e lo stesso Yahoo!, a seguire la scia dell’e-mail di Google.

Yahoo! fu il primo fornitore ad annunciare l’allargamento dello spazio a 100 Mb per gli account gratuiti, e a 2 Gb per quelli a pagamento. In poco tempo si arrivò a 1 Gb anche per le caselle gratuite, fino a raggiungere la capacità illimitata offerta attualmente. Nel frattempo la casella di Yahoo! era cambiata.  Nel luglio del 2004, la società americana acquistò Oddpost, un tipo di webmail la cui interfaccia simula le funzionalità di Outlook.

Grazie a questo restyling, è possibile inserire allegati tramite Drag and drop (“clicca e trascina”), cercare una parola chiave all’interno dei messaggi grazie alla Mail search e aprire più e-mail contemporaneamente attraverso la navigazione a tabs. Inoltre, è disponibile un servizio di messaggistica istantanea che permette di chattare con i propri contatti di Yahoo Messenger e Windows Live Messenger mentre si controlla la posta.

Il 26 agosto 2007 terminò la fase di sperimentazione del nuovo Yahoo! Mail. Per i tradizionalisti è comunque possibile utilizzare ancora la casella con l’aspetto classico. Riassumendo, ecco le caratteristiche che attuamente offre la webmail gratuita di Yahoo!:

  • 10 Mb di dimensione massima degli allegati
  • Filtro anti-spam
  • Scansione antivirus di e-mail ed allegati
  • Accesso POP3 e Forwarding
  • Possibilità di creare indirizzi e-mail fittizi riconducibili a quello principale
  • Posta elettronica certificata
  • Disponibilità di alcune decine di lingue

Link: mail.yahoo.com


L’età dell’innocenza di Internet è terminata

marzo 12, 2009

Anche il "papà" del Web è costretto ad ammettere i pericoli per la privacy cui può portare la sua "creatura"

Anche il "papà" del Web è costretto ad ammettere i pericoli per la privacy cui può portare la sua "creatura"

Con un bel po’ di ritardo, anche il padre del World-Wide-Web Tim Berners-Lee scopre gli effetti collaterali della sua creatura. Forse definire un personaggio della sua statura un “apprendista stregone” è un tantino irriguardoso, ma fatto sta che Berners-Lee arriva da buon ultimo a denunciare i pericoli per la privacy presenti sul Web. “Usiamo Internet senza pensare che altre persone sanno su che cosa abbiamo appena cliccato“, ha detto Berners-Lee, secondo quanto riferisce il quotidiano britannico The Guardian.

Gli URL [le pagine web] che le persone usano rivelano moltissimo riguardo alle loro vite”, prosegue, “riguardo a ciò che amano, odiano e temono. Queste sono tutte informazioni estremamente riservate“. L’inventore di Internet successivamente avverte che “ci sarà una grande pressione da parte delle aziende per avere questi dati“. L’obiettivo sarebbe, naturalmente, quello di ritagliare su misura lo spot adatto a ogni singolo utente.

A dire il vero, se tutto si limitasse a un po’ di réclame non richiesta si potrebbe quasi chiudere un occhio. Ma lo stesso Berners-Lee riconosce che i pericoli sono ben maggiori: vendita di profili personali con lo scopo di valutare domande di lavoro e premi assicurativi, e il rischio che i criminali possano scegliere, pedinare e bersagliare le proprie vittime. La parlamentare della Camera dei Lords Lady Miller ha affermato tranciante che “l’età dell’innocenza di Internet è terminata“.

Che questa consapevolezza si stia diffondendo è un bene, anche se arriva fuori tempo massimo. Il 2 febbraio scorso il giornale inglese The Daily Telegraph riportava l’intenzione da parte dell’inventore di Facebook Mark Zuckerberg di “fare cassa sugli amici“, ossia di trasformare i 150 milioni di iscritti al sito di social networking in preziose risorse di informazioni per le aziende. “Nel tentativo di far cassa finalmente con il sito di social networking, che è stato valutato 15 miliardi di dollari, sarà presto possibile per le multinazionali inquadrare gli utenti al fine di creare nuovi attraenti prodotti. Le aziende saranno in grado di porre ad iscritti accuratamente selezionati delle domande basate su dettagli intimi come il loro stato civile e persino le loro preferenze sessuali“, scrive il quotidiano britannico.

Era inevitabile, d’altronde, che un oceano di dati come quelli di Internet finisse nelle grinfie delle aziende. Internet sta diventando un business senza precedenti, un nuovo mercato da colonizzare, stavolta davvero senza confini. Ma è già da tempo una minaccia. E con il pretesto di porre rimedio alle insidie alla privacy, i vari governi stanno tentando di mettere la mordacchia alla libertà di espressione. Sommersi di pubblicità “mirata”, sotto il continuo ricatto di malintenzionati che hanno accesso ai nostri dati personali e costantemente spiati dai governi a caccia di dissidenti: è questo il destino del Web? Staremo a vedere.


E-mail, la rivoluzione della comunicazione

marzo 11, 2009

L'e-mail è forma di comunicazione più diffusa al mondo

L'e-mail è forma di comunicazione più diffusa al mondo

«Uno dei vantaggi della rete ARPANET sulla comunicazione via lettera è che in un messaggio ARPANET si può scrivere in maniera laconica e senza badare a refusi, anche a un superiore più anziano, anche a chi non si conosce bene, senza che il destinatario si offenda. La formalità e la perfezione che la maggior parte di noi si aspetta in una lettera scritta a macchina non fu più associata ai messaggi in Rete, probabilmente perché la Rete era molto più veloce e simile al telefono.»

J.C.R. Licklider, Albert Vezza, Applications of Information Networks

La storia della comunicazione tramite posta elettronica (electronic mail in inglese, abbreviato in e-mail) è vecchia quanto Internet. Fin da subito, infatti, si scoprirono le potenzialità comunicative di quella che allora, negli anni Sessanta, si chiamava ARPANET (Defence Advanced Research Projects Agency, vale a dire Agenzia per i Progetti di Ricerca di Difesa Avanzata). Un primo embrione di quello che sarebbe poi diventato il più diffuso modo di comunicare via Internet risale al 1965. Nel 1971, il programmatore statunitense Ray Tomlinson cominciò per primo l’uso della chiocciola (@, in inglese at sign) per distinguere il nome dell’utente da quello del computer di destinazione.

Da allora sono passati quasi quarant’anni. Come diceva Joseph Carl Robnett Licklider, uno dei padri di Internet, la posta elettronica era destinata a un successo annunciato. La trasandatezza e l’etichetta piuttosto lassista che l’anonimato permetteva era legittimata dall’immediatezza della trasmissione del messaggio. Si capì fin da subito, insomma, che era come stare al telefono, pur non sentendo la voce del destinatario.  Oggi i messaggi e-mail spopolano, come le varie filiazioni che da questa idea centrale nacquero, come le chat (o servizi di messaggistica istantanea).

Ai giorni nostri, esistono due modi per consultare le proprie e-mail. Il primo consiste nell’utilizzo di un client di posta elettronica, come Outlook o Thunderbird. In questo caso, si possono utilizzare due protocolli: il POP3 oppure l’IMAP. POP3 permette di scaricare la posta dalla casella direttamente nel computer: è consigliato, pertanto, solo a coloro che si servono di un unico pc. Inoltre, questo protocollo cancella le e-mail dal server dopo che sono state scaricate. IMAP, invece, conserva sul server e-mail una copia dei messaggi, cosicché possono essere consultati anche da computer differenti.

La webmail è l’alternativa. I servizi di webmail offerti in Rete sono per la stragrande maggioranza gratuiti. Controllare le e-mail tramite webmail è veloce e comodo. Basta avere un browser internet. Con le webmail si possono inviare e ricevere e-mail, salvare indirizzi e contatti e spesso anche smistare i messaggi in cartelle differenti. Il tutto senza la necessità di avere sempre con sé il computer in cui è stata scaricata la posta: tutti i messaggi ricevuti vengono salvati su un server remoto. L’unica pecca che talvolta penalizza le webmail è la capacità limitata di alcune caselle di posta, anche se ultimamente molti fornitori di servizi di posta elettronica mettono a disposizione uno spazio rilevante.


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